11) Voltaire. Sulla pace.
Un altro grande tema del dibattito all'interno dell'illuminismo fu
quello della pace. Voltaire insiste sul fatto che il bene
dell'umanit intera e la pace sono legati alla distruzione della
dogmatica, e quindi del cristianesimo stesso, e al ritorno alla
religione naturale, cio al deismo.
Voltaire, Della pace perpetua.

Ci sono meno cannibali di una volta nella cristianit; questo 
sempre un motivo di consolazione nell'orribile flagello della
guerra, che non lascia mai respirare l'Europa vent'anni in pace.
Se la guerra stessa  diventata meno crudele, il governo di ogni
Stato sembra divenire ugualmente meno inumano e pi saggio. I
buoni scritti, pubblicati da qualche anno, sono penetrati in tutta
l'Europa, malgrado dei satelliti del fanatismo che controllavano
tutti i passaggi. La ragione e la piet sono penetrate fino alle
porte dell'Inquisizione. Gli atti da antropofagi che si chiamavano
atti di fede, non celebrano pi cos spesso il Dio di misericordia
alla luce dei roghi e tra i fiotti di sangue sparsi dal boia. In
Spagna si incomincia a pentirsi di aver scacciato i Mori che
coltivavano la terra; e se oggi si trattasse di revocare l'editto
di Nantes, nessuno oserebbe proporre un'ingiustizia cos funesta
[_].
Non ripetiamo qui per quali gradini insanguinati si sono innalzati
i vescovi di Roma, come sono giunti fino all'insolenza di mettere
sotto i piedi i re, e fino alla ridicola pretesa di essere
infallibili. Non ripetiamo come essi hanno assegnato tutti i troni
all'occidente, e carpito il denaro di tutti i popoli; non parliamo
dei ventisette scismi sanguinosi di papi contro papi che si
contendevano le nostre spoglie. Questi tempi di orrori e di
obbrobri sono fin troppo conosciuti. Si  detto abbastanza che la
storia della Chiesa  la storia delle follie e dei delitti [_].
Supplichiamo il lettore attento, saggio e uomo dabbene, di
considerare la differenza infinita che c' tra i dogmi e la virt.
E' dimostrato che se un dogma non  necessario in ogni luogo e in
ogni tempo, non  necessario in alcun tempo e in alcun luogo. Ora
certamente i dogmi che insegnano che lo spirito procede dal padre
e dal figlio, non sono stati accolti nella chiesa latina fino
all'ottavo secolo, e mai nella chiesa greca. Ges  stato
dichiarato consustanziale a Dio soltanto nel 325; la discesa di
Ges all'inferno  soltanto del quinto secolo;  stato deciso solo
nel sesto secolo che Ges aveva due nature, due volont e una
persona; la transustanziazione non  stata ammessa che nel
dodicesimo secolo.
Ogni chiesa ha ancora oggi opinioni diverse su tutti i principali
dogmi metafisici; essi non sono, dunque, assolutamente  necessari
all'uomo. Chi  quel mostro che oser dire a sangue freddo che
saremo eternamente bruciati per aver pensato a Mosca in modo
opposto da come si pensa a Roma? Quale imbecille oser affermare
che coloro che non hanno conosciuto i nostri dogmi sedici secoli
or sono saranno puniti per sempre per essere nati prima di noi?
Qualcosa di ben differente  l'adorazione di un Dio, il compimento
dei nostri doveri. Ecco ci che  necessario in ogni luogo e in
ogni tempo. C' dunque una distanza infinita tra il dogma e la
virt.
Un Dio adorato con il cuore e con la bocca, e tutti i doveri
adempiuti, fanno dell'universo un tempio e di tutti gli uomini dei
fratelli. I dogmi fanno del mondo un antro di dispute cavillose, e
un teatro di carneficine. I dogmi non sono se non invenzione di
fanatici e di impostori: la morale discende da Dio.
I beni immensi che la Chiesa ha carpito alla societ umana, sono
il frutto della litigiosit del dogma; ogni articolo di fede 
costato tesori, e per conservarli si  fatto scorrere il sangue.
Il purgatorio dei morti da solo ha provocato centomila morti; che
mi si mostri nella storia del mondo intero una sola disputa su
questa professione di fede: Io adoro Dio e devo fare del bene.
Tutti sentono la forza di queste verit. Bisogna, dunque,
annunciarle a gran voce; bisogna ricondurre gli uomini, finch si
pu, alla religione primitiva; alla religione che gli stessi
cristiani confessano essere stata quella del genere umano, al
tempo del loro caldeo o del loro indiano Abramo; al tempo del loro
preteso No, del quale nessuna nazione, fuorch l'ebrea, ha mai
sentito parlare; al tempo del loro preteso Enoch, ancor pi
sconosciuto. Se in queste epoche la religione era vera, lo 
dunque oggi. Dio non pu cambiare; l'idea opposta  bestemmia.
E' evidente che la religione cristiana  una pania nella quale gli
imbroglioni hanno irretito gli stolti per pi di diciassette
secoli, e un pugnale con cui i pontefici hanno scannato i loro
fratelli per pi di quattordici.
Il solo modo per restituire la pace agli uomini,  dunque quello
di distruggere tutti i dogmi che li dividono e di ristabilire la
verit che li riunisce. Questa  in verit la pace perpetua.
Questa pace non  una chimera; essa sussiste fra tutte le persone
oneste dalla Cina fino a Qubec: venti prncipi d'Europa l'hanno
abbracciata abbastanza pubblicamente; non rimangono che gli
imbecilli a figurarsi di credere nei dogmi; questi imbecilli sono
in gran numero,  vero; ma i pochi che pensano, col tempo conducon
con s i pi. Cade l'idolo e la tolleranza universale s'innalza
ogni giorno sulle sue rovine: i persecutori sono in orrore presso
il genere umano.
Che dunque ogni persona giusta lavori, ciascuno secondo le sue
capacit, a sgominare il fanatismo, e a ricondurre la pace che
questo aveva bandito dai regni, dalle famiglie e dal cuore degli
infelici mortali. Che ogni padre di famiglia esorti i figli a non
obbedire che alle leggi e a non adorare che Dio.
Voltaire, Scritti politici, UTET, Torino, 1976,  pagine 810, 834-
837.
